
|
CHI SIAMO |
La Cooperativa Sociale Solidea
nasce nel febbraio 2000 dalla volontà di alcuni ragazzi che avevano condiviso
momenti di volontariato insieme presso varie strutture
(continua...)
|
|
PROGETTO INFORMAZIONE |
|
|
|
|
|
DOVE SIAMO - COME RAGGIUNGERCI
La COOPERATIVA SOCIALE SOLIDEA
si trova nelle citta' di:
- Lucera (FG)
- Manfredonia (FG)
- Portocannone (CB)
I nostri uffici sono situati in: Sede
legale Lucera via
Aldo Moro N°97

Sede Operativa Lucera in Via Tito Livio n° 28.

Sede operativa Portocannone in Via Di Vittorio n° 4

Sede operativa Manfredonia in Via Di Vittorio
116/A

Cooperativa Sociale Solidea
Telefono fax & Mail:
- Sede operativa Lucera: 0881 525486
- Sede operativa Portocannone: 087559617
- Sede operativa Manfredonia: 0884542913
- Email:
coopsolidea@libero.it
Se siete nei paraggi, provate a passare anche fuori
orario, potreste trovare qualche volontario immerso
nelle numerose attività dell'associazione. Vieni a
trovarci a piedi, in bicicletta, o coi mezzi pubblici. |
|
Breve storia su Lucera
Adagiata su tre colli, a circa 230 metri al di sopra
del livello del mare, in una posizione che consente
allo sguardo d'incontrare verso sud-est il Tavoliere
delle Puglie, verso ovest la catena dei Monti
Subappeninici e verso nord-est il Promontorio del
Gargano, troviamo Lucera.
Questa città ha rivestito un ruolo di
primaria importanza politica, culturale ed
economica, nella storia del Mezzogiorno, a partire
dall'antichità classica fino a quasi tutto il XIX
secolo.

Il suo nome ha origine etrusca, consiste
nell'accostamento delle parole luc (bosco) ed eri
(sacro): pare, infatti, che il territorio su cui
sorge la città si trovasse in prossimità di un bosco
sacro. In epoca romana, Lucera occupava una porzione
di territorio molto vasta, che dai colli si
estendeva fin oltre l'attuale Porta Foggia. Sul
Monte Albano era situata l'Acropoli, sul colle del
Belvedere si trovava il Foro, mentre sul Monte Sacro
sorgeva il Tempio dedicato a Cerere. Le mura della
città romana si snodavano seguendo la conformazione
del terreno, al loro interno la pianta della città
si strutturava in modo ortogonale, e le insulae
erano orientate in modo da opporre la minor
resistenza
possibile ai venti dominanti. La Lucera romana ebbe
proprie leggi e magistrati, godette del diritto di
conio e durante l'Impero di Costantino fu capoluogo
della provincia d'Apulia. Con la dominazione
bizantina (663), la città romana andò per buona
parte distrutta. I suoi resti furono utilizzati come
materiale di spoglio negli anni seguenti. Oggi, la
principale testimonianza della Lucera romana è
rappresentata dall'Anfiteatro. Intitolato a Cesare
Augusto, esso riflette le contaminazioni tra cultura
romana ed ellenistica. I portali, ad esempio, pur
essendo di tipologia romana, non sono inseriti in un
arco, bensì in un architrave con timpano
triangolare, sorretto da due colonne ioniche. Esso è
situato in una depressione naturale ed ha forma
ellittica. Dopo esser stato utilizzato come cava per
secoli, nel 1932, l'Anfiteatro è stato fatto oggetto
di un'importante opera di recupero. Anzitutto, si è
proceduto alla ricostruzione dei due ingressi
principali situati lungo l'asse maggiore e di quelli
posti lungo l'asse minore. Inoltre i lavori di
restauro hanno consentito di rilevare con
apprezzabile chiarezza quella che fu
l'organizzazione logistica dell'Anfiteatro.
All'inizio
del XIII secolo, Lucera fu meta di un imponente
flusso migratorio, che ebbe come protagoniste le
popolazioni saracene di Sicilia. Per volontà di
Federico II, migliaia di famiglie saracene si
stabilirono a Lucera per evitare ulteriori conflitti
con le genti sicule. Federico teneva molto ai
soldati saraceni dell'esercito imperiale, i quali
rappresentavano l'arma più potente per combattere le
velleità temporaliste del papa. L'arrivo degli arabi
fu seguito da un'opera di ristrutturazione
urbanistica della città. Furono costruite molte
moschee e due harem. All'esatta squadratura
dell'impianto geometrico della città romana, si
sostituì la struttura quasi labirintica della città
musulmana. Federico II fece anche costruire un
castello, che comprendeva il palazzo reale, la
zecca, la caserma ed abitazioni per duecento
saraceni. Quando alla fine del secolo il dominio
angioino sostituì quello della casata di Svevia,
la
città venne, in un primo momento, divisa in due:
nell'area del castello si stabilirono le genti
venute dalla Provenza, mentre gli arabi furono
confinati nel nucleo urbano. Poi nel 1300, Carlo II
d'Angiò, per compiacere Bonifacio VIII, ordinò a
Giovanni da Barletta di sterminare, con le sue
truppe i saraceni rimasti, divenendo così, agli
occhi della Santa Sede, campione e difensore della
fede. Carlo II volle restituire a Lucera un volto
cristiano. Furono avviati i lavori per la
costruzione della Cattedrale dell'Assunta, che sorse
al posto della grande moschea. Vennero, inoltre,
aperti alcuni conventi e consacrate molte chiese. S.
Domenico fu eretta laddove si trovavano i magazzini
musulmani e S. Antonio Abate al posto di un harem.
La struttura urbana romana tornò ad essere quella
dominante. Chiese e conventi individuarono i luoghi
centrali della vita cittadina, secondo un preciso
ordinamento gerarchico. Questo rimase l'impianto
urbanistico della città nei secoli successivi. Tra
il XVI ed il XVII secolo, molte famiglie nobili del
regno stabilirono a Lucera la propria residenza,
arricchendo la città di eleganti palazzi. Lucera
godeva dello status di capitale culturale della
regione, e conservò questo status fino a tutto
l'800. Lucera ha iniziato ad espandersi oltre lo
spazio disegnato in età angioina, durante il '900.
Porta
Troia, il principale elemento architettonico d'epoca
angioina della città, è il punto ideale per
incominciare una passeggiata all'interno del centro
storico di Lucera. Lungo la cinta muraria,
conformemente al disegno urbanistico angioino, le
case ed i giardini si collocano all'altezza degli
antichi bastioni. Invece, al di là della Porta, in
posizione opposta rispetto ai bastioni, è possibile
osservare l'intricata trama urbanistica saracena. In
via IV Novembre si trova il Convitto Nazionale, che
anticamente fu Convento dei padri Celestini e del
quale restano la Chiesa di S. Bartolomeo ed il
Chiostro. Poco distante, è situato il Duomo,
costruito per volontà di Carlo II d'Angiò nel 1300,
anno del primo Giubileo della storia. Esso
rappresenta il frutto della virtuosa interazione fra
maestranze francesi e pugliesi. Elementi gotici si
ritrovano nei contrafforti della parte absidale, nei
costoloni interni delle absidi e nelle alte
monofore. Invece, il portale ogivale e il soffitto a
capriate sono elementi tipici dell'architettura
pugliese in epoca federiciana. L'interno del Duomo
si presenta molto luminoso, ricco d'affreschi ed
opere d'arte, tra cui citiamo la statua lignea della
"Madonna con bambino" databile XIV secolo, ed il
pregevole crocefisso quattrocentesco di scuola
renana. Gli archi ogivali poggiano su dodici colonne
di marmo verde, le quali appartenevano alla moschea.
Di fronte
al
Duomo v'è la sede del palazzo Vescovile, invece alla
sua destra si trova palazzo Lombardi. Meritevole
d'esser visitata è anche la chiesa di S. Domenico,
situata nell'omonima via, la quale pur avendo
origine medievale, si presenta ricca d'elementi
barocchi dovuti a restauri secenteschi. In piazza
del Tribunale, oltre al Palazzo di Giustizia ha sede
la piccola Chiesa di S. Francesco risalente,
anch'essa, agli inizi del XIV secolo. Molto
caratteristica è la zona di piazza Oberdan. Qui
l'impianto viario romano è rimasto intatto: tutti
gli interventi urbanistici in quest'area sono stati
realizzati in piena conformità al criterio di
lottizzazione delle insulae. Oltre a numerosi
edifici storici, in questa zona ha sede il Museo
Civico "Giuseppe Fiorelli". Infine, in corso
Garibaldi, una delle più belle ed eleganti strade di
Lucera, si trova Palazzo Mozzagrugno, che è sede del
Municipio, del Teatro Garibaldi e la splendida
Biblioteca "Ruggero Bonghi".
|
|
|
|
|